top
Italian Chinese (Simplified) Croatian Danish English Finnish French German Norwegian Polish Portuguese Russian Spanish Swedish

Emanuela Perina, Verona

Emanuela Perina, Verona

La palla della disco mi è sempre piaciuta. Mille faccette tutte impegnate a riflettere la luce in altrettante direzioni. Anche io, così, ho tanti interessi diversi che mi dividono tra l'ingegneria, la musica, il ballo, la vela... Molteplici intenti, variopinte sfumature, tendenze spesso opposte ma che tutte assieme mi compongono e mi rendono rotonda!

I soli di basso sono sempre noiosi”, tranne l’intro solitario di Max Gazzè al concerto di ieri sera, fatto di note sparse ed effetti ruggenti come sgasi di un biker che mette in moto il suo bolide, pronto a far partire il motore (del concerto) per una nuova avventura.

 

Partono così "Favola di Adamo ed Eva" e "I tuoi maledettissimi impegni": il numero di giri presto sale, la cassa spinge e rimbomba nella pancia, il ritmo prende e già si balla dalla seconda canzone.

 

Il “Maximilian Tour” in due ore di spettacolo, completo di luci e colori, riattraversa il repertorio di una vita, canzoni che oramai fanno parte a pieno titolo della cultura popolare italiana. 

 

Nei brani dell’artista romano pulsano almeno due cuori: la musica di Max e la poesia del fratello Francesco Gazzè, che da sempre cura i testi, tanto preziosi.

 

 

Max Gazzè si impone per statura ma soprattutto per esperienza e classe: una lunga carriera e un’innata sensibilità lo hanno reso un artista completo e maturo. 

 

Se la prima parte del concerto è marcatamente “dance”, a metà il cantautore chiama affianco a sé i componenti della band per una versione acustica di alcuni brani. Ecco al centro del palco quindi:

Cristiano Micalizzi, batterista

Clemente Ferrari, tastierista, ora alla fisarmonica

Francesco De Nigris, alla chitarra acustica

Max Dedo, a chitarra e trombone

tutti equilibrati e meritevoli.

 

Dopo i panorami acustici de "Il timido ubriaco", "L’uomo più furbo", "Mentre dormi", "Cara Valentina", il viaggio riprende con "L’amore non esiste", scritta a sei mani con Niccolò Fabi e Daniele Silvestri, "A cuore scalzo"e "Sotto casa"...

 

Dopo l’estate italiana il motore di Max Gazzè scatenerà i cavalli di potenza all’estero: il tour proseguirà a Montreal, Toronto, Chicago, New York, Boston, Miami, Los Angeles, Tokio e Shanghai

Wednesday, 29 June 2016 17:04

ORNELLA VANONI FREE SOUL

"Free Soul" al Teatro Romano

Poetica Vanoni, il suo ingresso è accompagnato dalle parole fuori campo di Vinicius De Moraes, poeta brasiliano che introduce il primo brano recitando L'assenza.

Velluto Vanoni, la voce morbida e calda offre presto una magnifica interpretazione di Sorry seems to be the hardest word.

Liquida Vanoni, sa cambiare forma e genere musicale con disinvoltura estrema, passando dal swing di Just in time alla bossa diPata Pata, dal jazz di My funny Valentine alla canzone d'autore (Mi sono innamorato di te Vedrai vedrai di Tenco) e persino alla musica pop (VascoOgni volta).

Ironica Vanoni, ama prendersi in giro e divertire il pubblico intervallando le canzoni con nuovi aneddoti o storici racconti dalla sua vita privata o dalla lunga e variegata carriera, costellata di grandi incontri nel mondo della musica e del teatro.

La straordinaria interprete ha continuato ad omaggiare della sua voce alcuni tra gli autori e compositori più preziosi: Burt Bacharaccon Raindrop keep falling on my headModugno con Tu si ‘na cosa grandeGino Paoli con le immancabili Senza Fine eChe cosa c’è.

Uno dei brani meglio riusciti è stato sicuramente Caruso di Lucio Dalla, sia dal punto di vista dell'intensità nel canto che dell'accompagnamento musicale, un trio di violoncello, chitarra classica e pianoforte.

Stoica Vanoni, resiste al clima tremendamente torrido della serata, che non le dà tregua e la stanca inevitabilmente. Anche il pubblico del Teatro Romano è messo a dura prova, un gran sventolìo di ventagli, applausi e risate smorzati dall'afa.

Fuoriclasse Vanoni anche quando sembra averla combinata grossa scivolando sull'attacco di un brano. Sembra non ricordare la sua parte. In realtà non le è chiaro chi debba cominciare.

“Odio sbagliare!” esclama, tra l'infastidito e il sinceramente dispiaciuto.

Mi permetto di dire che forse non è lei che ha sbagliato, ma chi non l’ha messa nelle condizioni migliori, con il giusto rispetto e quel po' di accudimento in più che merita un’artista che a 82 primavere ancora si spende generosamente e che alle generazioni più giovani ha ancora tutto da insegnare.

Nonostante la fatica che verso la fine si fa ormai evidente, l'ancora fantastica voce concede un bis con la splendida Domani.

Sunday, 05 June 2016 11:32

NICCOLÒ FABI AL TEATRO ROMANO

UNA SOMMA DI PICCOLE COSE TOUR

Il concerto, un sold out minacciato dal temporale, è stato da poco riconfermato: finalmente le nubi si ritirano e come le tende di un sipario si aprono su di un palco illuminato di azzurro.

La quiete dopo la tempesta, la quiete dei brani di Niccolò Fabi, che come sempre scrutano attentamente spiragli di cielo terso tra le nuvole dell'esistenza. 

Il palco è minimo: fondale chiaro, luci morbide, e cinque candelabri a cinque braccia. Cinque come le dita, come i cinque sensi, come cinque sono i componenti del gruppo. Cinque elementi che formano un'unità. Questa è, direi, la caratteristica principale di questa formazione: sembrano infatti cinque braccia dello stesso corpo, che suonano, cantano, e anche danzano, insieme.

Un primo tempo squisitamente acustico di sole chitarre e percussioni e non una parola di presentazione tra un brano e l'altro che interrompa l'ascolto puro e attento delle canzoni del nuovo album.

Il suono è nitido e perfetto. Il pubblico in religioso silenzio. I testi, come sempre, sono fitti e tanto pregni di significati che al primo ascolto non si può afferrarli tutti. Le canzoni di Fabi vanno meditate.

"Facciamo finta che chi ha successo se lo merita" (Facciamo Finta)

"La terra che ci ospita è l'ultima a decidere " (Filosofia Agricola)

"La muffa può sembrare caviale" e "Le grandi rivoluzioni fanno molta paura come molta paura fa fare grandi rivoluzioni" (Non vale più).

L'atmosfera sospesa tocca forse l'apice con l'esecuzione in solo alla tastiera della canzone d'amore Una Mano sugli Occhi.

E poi via, rotto il silenzio, arriva il momento di lasciarsi andare al suono elettrico con Ostinatamente, al ritmo funkeggiante di È non è, al rock in sette ottavi di Ecco, al reggae di Dillo Pure Che Sei Offeso. Il concerto si fa movimentato.

L'intero pubblico canta all'unisono (Il Negozio di Antiquariato), salta (Lasciarsi un giorno a Roma) o tiene il tempo con le mani (Fabi aggiunge: "È bella questa complicità, la capacità di trovare un tempo comune, che dovrebbe caratterizzarci anche nelle altre cose della società").

Niccolò Fabi, ricordando l'esperienza che ha ispirato il brano Sedici Modi di Dire Verde, ha chiesto un applauso anche per Medici per l'Africa CUAMM.

Wednesday, 27 January 2016 15:23

VINCE TEMPERA E I SUOI AMICI @ FONDERIA APERTA

Il teatro Fonderia aperta a Verona è un riuscitissimo esempio di recupero e riuso architettonico che ha trasformato la fonderia didattica di un tempo nella fucina di arte che oggi accoglie le più diverse forme di espressione.

Con lo spettacolo Musica e racconti del cinema italiano si è aperta la rassegna Vince Tempera e i suoi amici, un ciclo di serate organizzato dall’associazione ReLOVEution per rivivere alcuni capitoli della cultura italiana attraverso il racconto del celebre compositore.

Tempera ha aperto e chiuso la narrazione con La Strada di Fellini, metà anni '50, perché nel Vince bambino di allora, catturato dalle musiche di Nino Rota, riconosce la nascita del suo sogno: scrivere le musiche per i film. La presa di coscienza di questa aspirazione lo motiverà nello studio e sarà il germe di una carriera lunga l'arco di una vita.

156 posti a sedere e nessuna barriera con il palcoscenico: la scena è intima e adatta al format ideato da Vince Tempera con gli attori Roberto Totola e Marina Furlani, in cui il filo narrativo si snoda colloquiale e infila le perle della storia del cinema, alternandone le colonne sonore, eseguite al pianoforte, con la recitazione dal vivo delle scene più memorabili.

Una dopo l'altra hanno ripreso vita la suspense e l’ironia di Metti una sera a cena, la tensione di Profondo rosso, la drammaticità de Il postino, Malafemmena, Anonimo veneziano, e poi ancora i capolavori di Nino Rota per Il padrino e Giulietta e Romeo, senza dimenticare Giù la testa (regia di Sergio Leone, musiche di Ennio Morricone) e pezzi più curiosi del cinema italiano come La ballata di Fantozzi (“Barba e Bidet”…) firmata da Vince Tempera e cantata dallo stesso Paolo Villaggio.

Un film è un'opera completa e la colonna sonora ne è parte integrante: lo colora, lo caratterizza, lo rende indimenticabile. A pensarci, nemmeno il cinema muto lo fu mai per davvero. Fin dalle origini, prima ancora dell'avvento dei dialoghi, era previsto un accompagnamento musicale. Tutto questo, il Maestro lo sintetizza così: "In un film, la musica dice ciò che non si dice e mostra ciò che non si vede".

Il prossimo appuntamento con Vince Tempera vedrà la partecipazione di Flaco Biondini in un concerto in acustico del repertorio di Francesco Guccini.

Ogni anno a San Lorenzo rivivono le "Notti magiche a Campo", serate musicali che aggiungono magia alla magia di un borgo antico e di un periodo già di per sé incantati.

Organizzata con dedizione e successo dal CTG, Centro turistico giovanile di Brenzone, la rassegna ha proposto ieri sera l'emozionante spettacolo di Gino Paoli e Danilo Rea, dal nome "Due come noi che...". - ...Che amano la musica, una delle arti che più emozionano - introduce Paoli spiegando quei puntini di sospensione, per poi raccogliere nello stesso sentimento il pubblico dell'anfiteatro naturale, con ventun brani scelti tra i suoi classici e altri capolavori della canzone popolare, riarrangiati nello spirito jazz e della musica leggera.

Una musica "senza fronzoli, senza proiezioni", come la vive Paoli, quasi immobile sul palco, la sigaretta tra le dita, lo sguardo serio quasi imbronciato: è un poeta, la cui forza sta nell'intima interpretazione e asciutta teatralità.

Questa sera seconda "notte magica": allieterà la veglia alle stelle cadenti l'orchestra Mosaika, ensemble di 30 e più elementi di origine, lingua e cultura diverse, diretto dalle sapienti mani dei maestri Marco Pasetto e Tommaso Castiglioni. Il progetto musicale presenterà brani e sonorità dal Mondo, provando come l'integrazione tra culture possa essere non solo concretamente possibile ma anche generatrice di arte e bellezza.

Inizio concerto alle 21:30. Per arrivare si sale a piedi per una ventina di minuti lasciando l'auto a Brenzone. All'arrivo a Campo, vi accoglierà l'organizzazione con la biglietteria e stand gastronomici. Si consigliano abbigliamento e scarpe sportive, munirsi di torcia e di qualcosa per sedersi sull'erba.  

Come dice Gino Paoli, la Poesia, prima che un testo scritto o una canzone, è un modo di vedere le cose. Salire a Campo, sulla pendice del Baldo immersi tra gli ulivi mentre il cielo imbrunisce sul Garda, è senz'altro una via privilegiata per incontrarla.

Informazioni e contatti: Associazione Pro Loco Per Brenzone 045.7420076

Scaletta “Due come noi che”:

Una furtiva lagrima

Time after time (Lucky to be loving you)

O Sole mio

Sapore di Sale

Un addio

Io che amo solo te

-Medley pianistico-

Vedrai vedrai

Il nostro concerto

La gatta

Fingere di te

Che cosa c'è

Letra de como fue

Sassi

Que reste t'il de nos amours

Vivere ancora

Albergo a ore

Reginella

Il cielo in una stanza

Bis:

Una lunga storia d'amore

Senza fine

Ti lascio una canzone

Siamo ormai tutti ben abituati a vedere il “Mondo dall'alto”, con un semplice scroll del mouse in quella diavoleria di Google Earth. Immaginiamo per una volta di arrivare così in alto, tanto da poter vedere Australia Europa e America in un colpo solo, ma con gli occhi dell'anima. E grazie alla Musica.

 

Tutto ciò è potuto accadere all'Anfiteatro del Vittoriale nell’ultimo appuntamento live di Tener – A - Mente 2015 con John Butler Trio.

 

Oltre due ore di concerto, bellezza pura di suono e di intenti. Fondono e plasmano insieme sonorità australi e boreali, la forza della tradizione rurale con il meglio della musica anglosassone.

John alterna le sue chitarre acustiche ed elettriche, con banjoukulele e lap steel. I brani sono melodici e ritmati, cantati o solo strumentali, e che sia country, o rockceltic o bluesreggae o folk in 6/8, è la magia bluegrass che zampilla in tutto il repertorio, squillante, ricco e pieno di vitalità.

 

Il cantautore si scusa di non sapere l'italiano ma è consapevole che la sua musica andrà ben oltre alle parole. Accade così che ci si trovi a viaggiare nel tempo e nello spazio, attraversare le stagioni, “surfare” un'onda dell'oceano, o sorvolare lande e praterie. Cieli immensi, il sole e il buio, l’arsura e il temporale, tutti gli elementi naturali sono a portata di immaginazione.

Completano il trio Grant Gerathy (batteria, percussioni e voci) e Byron Luiters (basso, contrabbasso, tastiere e voci).

 

Caratteristica costante è la ricerca di tutte le molteplici declinazioni del suono, ma sempre con gusto e totale padronanza dell’effetto, che anche nei momenti di maggiore energia e intensità non perde mai di misura e definizione.

 

Standing ovation sulla scia di Ocean, solo strumentale di 12 minuti sulla 12 corde. Le potenzialità dello strumento e del pensiero si inseguono e si scoprono a vicenda. Non è più tecnica. E' sperimentazione libera e mai caotica, il virtuosismo si eleva alla pura emanazione di gioia.

 

Stupisce ed emoziona in una serata straordinaria grazie alla location del Vittoriale e l’organizzazione sempre perfetta.

 

 

La scaletta: 

 

Cold Wind

Mystery Man

Better Than

Anything

Bullet Girl

Fire In The Sky

Used To Get High

Pickapart

Ocean

Blame It On Me

Grooving Slowly

Ragged Mile

Don’t Wanna

Zebra

 

Bis: 

Losing You 

Funky Tonight 

Livin’ In The City

 

Il “servizio bello” di casa non sarà forse alla moda ma basta una lucidata e può tornare a splendere come un tempo.

Spandau Ballet, a 35 anni dal periodo d’oro, tornano dal vivo in forma smagliante, con brani nuovi oltre agli eterni successi, per un tour che quest'estate li porterà anche a Lignano, Riviera Adriatica, Ibiza e California.

La band entra in scena al suono di gong, eleganti negli abiti ma con fare diretto. Fuori di retorica e teatralità, ognuno prende il suo posto su di un palco ridotto al minimo e con impianti essenziali: sembrano dire "siamo tornati per suonare", senza altre sovrastrutture.

La cornice dell'Arena di Verona, non proprio gremita, raccoglie un pubblico di fedelissimi appassionati, rado sugli spalti ma compatto nel partecipare.

Sorprendenti sono (ancora) le voci, quella calda e agile di Tony Hadley (che stoico resiste al clima torrido della serata senza scomporsi affatto nel suo completo blu) ma anche quelle degli altri componenti del gruppo: l'amalgama dei cori è davvero notevole.

E presto è l'anfiteatro intero a cantare con loro all'unisono, come sulle note di True e di Lifeline.

Standing ovation sarà poi per I'll fly for you, la canzone che li ha consacrati come star in Italia: "You know, whenever we play this song we think of Italy", e via con l'intro di sax!

Dopo una bellissima Empty Spaces di sole chitarra e voce, scelgono di accennare in acustico anche Gold... è solo un assaggio di quella che terranno per esteso come gran finale del concerto, subito dopo un altro grande successo: Through the Barricades.

 

Un anno fa il reclutamento di volontari per quello che sembrava un esperimento: farsi fotografare in casa propria.
Non un ritratto qualsiasi dunque, ma una ricerca sul binomio persona-casa.
Quali sguardi, quali atteggiamenti, quali espressioni si assumono quando ci si trova nell’ambiente a noi più familiare? Che gesti quotidiani e caratteristici si compiono, quali stanze narrano la nostra vita?
 
Nell'emozionante percorso di incontri, in questi mesi Gianluca De Santi è entrato fisicamente nello spazio altrui, con entusiasmo e delicatezza, scoprendo presto anche aspetti inattesi: non per tutti infatti la Casa corrisponde alle proprie quattro mura. Alcuni hanno scelto di farsi ritrarre in luoghi diversi, ma che per loro rappresentavano la Casa molto più dell’abitazione.
 
Alla fine del progetto, 33 persone si sono lasciate conoscere un po' di più, un po' per gioco, un po' per mettersi alla prova (E "Non per tutti parlare di sé davanti ad un obiettivo è stato un momento intimo facile da condividere” racconta oggi Gianluca).
 
Rieccole finalmente riunite sotto lo stesso tetto, nella mostra "Home Portraits" dal 21 al 23 maggio 2015 a "Libre Verona".
Gianluca De Santi è partito dalla "Casa" come denominatore comune, finendo per cogliere, dei suoi soggetti, l'unicità.

 

 

News

  1. Real Time
  2. Culture
  3. Music
  4. Events
  5. Radio 4.0
next
prev

ON AIR

MEDIAPARTNER DI

Circolo Vela Torbole

Circolo Vela Torbole

21-03-2017

RADIO GARDA FM - MEDIAPARTNER DI NOTE IN VILLA 2018

RADIO GARDA FM - MEDIAPARTNER DI NOTE IN…

24-06-2018

2°Verona Mountain Film Festival con Radio Garda Fm

2°Verona Mountain Film Festival con Radi…

16-03-2017

WebCam

Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background

Instagram

About Us

 

 

 

RADIO GARDA FM ® Gruppo Editoriale Garda Viva, target age primario 28/68. 

 

RADIO GARDA AM ® è un operatore di rete da 0 a 30 mhz che ha ottenuto l'assegnazione delle risorse frequenziali in Onde Medie 1485 Khz, 1584 khz, 1314 khz, 621 khz, rilasciate dal Ministero dello Sviluppo Economico.

 

RADIO GARDA FM ® iscrizione al REGISTRO OPERATORI DELLA COMUNICAZIONE (R.O.C.) N.26398 

 

RADIO GARDA FM ® fornitore di contenuti per la trasmissione radiofonica digitale n.29, rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico per le zone di: Verona, Trento, Brescia, Mantova, Vicenza, Padova e le provincie limitrofe. (DAB+ / Canale 10 A) 

 

RADIO GARDA FM ® è socio fondatore della Prima Associazione di Editori in Onde Medie OMItaliane ®

Dove siamo

Showcases

Background Image